Home Page UBI - simbolo ruota del Dharma Unione Buddhista Italiana
UBI: L'Ente UBI: I Centri UBI: Eventi
UBI e società Il Buddhismo Mappa del sito
UBI: L'Ente
Il Simbolo
Lo Statuto
L'Intesa
Le Intese Religiose in Italia
Coalizione per le Intese Religiose
Intesa dell'UBI
I 20 anni dell'UBI
I 25 anni dell'UBI
Cariche Sociali

News
Comunicati Stampa
Carta dei valori, della cittadinanza e dell'integrazione
Dichiarazione Buddhista sui Cambiamenti Climatici
Info e contatti
Archivio

» UBI: L'Ente » Le Intese Religiose in Italia

Breve scheda sulle Intese tra lo Stato e le Confessioni Religiose diverse dalla Cattolica

Dopo secoli di assoluta intolleranza religiosa con le eccezioni dei ghetti cittadini ebraici e di quello alpino delle Valli Valdesi, il primo articolo dello Statuto Albertino (vedi a proposito G. ROCHAT, Regime fascista e Chiese Evangeliche Torino Claudiana 1990) dichiarava religione di stato quella Cattolica Apostolica Romana, ma aggiungeva che "altri culti oggi esistenti sono tollerati secondo le leggi".

Mentre il Granducato di Toscana nel periodo 1850-1859 puniva l'esercizio di altri culti con la prigione e l'esilio, nel Regno di Sardegna vi era una certa tolleranza malgrado fosse proibita la propaganda religiosa. Dopo l'Unità d'Italia, pur rimanendo in vigore l'articolo 1 dello Statuto, la Camera riconobbe la piena libertà di tutte le confessioni religiose con l'OdG dell'on. Stanislao Mancini del 18 marzo 1871 che stabiliva che tutti i culti dovessero essere considerati alla pari.

La situazione mutò durante il regime fascista a seguito dei Patti Lateranensi e della legge 24 giugno 1029 n. 1159 sui culti ammessi. Accanto ad alcuni diritti venivano fissati molti limiti alla libertà di questi culti ed inoltre, durante tutto il regime, non fu riconosciuta alcuna nuova confessione religiosa. I Pentecostali subirono le conseguenze di una circolare, Buffarini-Guidi (1935) che dichiarava il culto pentecostale lesivo per l'integrità della razza. Pentecostali, Testimoni di Geova e Salutisti, furono spesso inviati al confino o imprigionati ed anche le altre confessioni minoritarie subirono notevoli limitazioni. E' ben noto che cosa sia accaduto agli ebrei.

La Costituzione Repubblicana garantì la piena libertà religiosa con gli articoli 8, 17, 18, 19, 20, e, avendo accolto nell'articolo 7 i Patti Lateranensi, i Costituenti previdero nell' articolo 8 comma III che "i rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose diverse dalla Cattolica sono regolati mediante Intese".

Probabilmente si pensava allora a due sole intese, una per gli Ebrei ed una seconda per i Protestanti che, a tal fine, avevano istituito un Consiglio Federale delle Chiesa Evangeliche.
Purtroppo rimasero In vigore le leggi fasciste e vi furono diversi processi, essenzialmente contro Pentecostali e Testimoni di Geova. La situazione cambiò dopo il 1955 con l'entrata in funzione della Corte Costituzionale che abolì molte delle norme sui culti ammessi in contrasto con la piena libertà garantita dalla Costituzione.

Il comma III dell' Articolo 8 rimase del tutto disatteso fino al 1984, quando, dopo la modifica del Concordato con la Chiesa Cattolica, venne stipulata la prima Intesa con la Tavola Valdese, riguardante le chiese Valdesi e Metodiste. Nella lunga attesa, ogni denominazione evangelica aveva infatti ripreso la piena autonomia.

Dal 1984 al 1995 vennero stipulate altre cinque intese, di cui una con l'Unione delle comunità Ebraiche e le altre quattro, rispettivamente con le denominazioni evangeliche, Assemblee di Dio in Italia, Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste, Unione delle Chiese Cristiane Evangeliche Battiste e Chiesa Evangelica Luterana d'Italia. Queste ultime due furono stipulate dal I Governo Amato e ratificate dal Parlamento nel 1995. Frattanto, per tutte le altre confessioni religiose è rimasta in funzione la citata legge fascista con le modifiche apportate dalla Corte Costituzionale.

Lo stesso riconoscimento come Enti di Culto, previsto da tali leggi, prevede un iter burocratico molto lungo, sia per l'approvazione da parte del Ministero degli Interni dei suddetti Enti, che per quella dei singoli ministri di culto.

Nel frattempo la situazione religiosa del Paese è molto mutata, sia a causa dell'immigrazione che per le scelte personali degli italiani.

Appartengono a confessioni religiose diverse dalla Cattolica 1.124.300 cittadini italiani e 2.156.527 stranieri regolarmente residenti (vedi M. INTROVIGNE, P.L. ZOCCATELLI. Le religioni in Italia Torino ELLEDICI 2006 pp. 7 e 11)

Le Intese rimangono per ora l'unico modo per godere di una piena libertà, anche perché la legge quadro sulla libertà religiosa, presentata per la prima volta dal I Governo Prodi nel 1997 nella XIII legislatura, e poi ripresentata nelle legislature seguenti, non è riuscita ancora ad avere l'approvazione nemmeno di un solo ramo del Parlamento.

Stato attuale delle Intese

Dopo la lunga istruttoria prevista presso la Commissione ad hoc della Presidenza del Consiglio, venivano approvate, nel 1999 dal Governo D'Alema le Intese con la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova e l'Unione Buddhista Italiana che furono presentate al Parlamento, ma non completarono l'iter per la ratifica.

Il II Governo Berlusconi riprese in esame tali Intese per i mutamenti legislativi intercorsi nel tempo (ad esempio la sostituzione dell'Euro alla Lira) e portò a compimento la fase istruttoria di altre cinque Intese con Mormoni, Induisti, Metropolia Ortodossa d'Italia (collegata con il Patriarcato di Costantinopoli), Chiesa Apostolica d'Italia oltre a due piccole modifiche alle Intese con Valdesi e Avventisti. Tutte e otto furono siglate dal sottosegretario Gianni Letta, ma non esaminate dal Consiglio dei Ministri.

Il II Governo Prodi le riprese in esame; furono ancora siglate dal sottosegretario Enrico Letta ed infine firmate dal Presidente Prodi il 5 aprile 2007. Non furono, però, presentate al Parlamento per la ratifica perché la Ragioneria dello Stato lamentava la non copertura delle spese, quantificate complessivamente, in 1.000.000 di Euro. Tale somma è stata ora preventivata, a questo fine, nell'ultima finanziaria del Governo Prodi. Di fronte al nuovo cambio di legislatura la Confessioni religiose interessate hanno creato una coalizione (a cui non partecipa la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova) per ottenere che il Parlamento discuta al più presto la ratifica dei disegni di legge relativi a tali Intese. Queste rappresentano un notevole passo avanti verso l'attuazione del comma III dell'articolo 8 della Costituzione anche perché prevedono il pieno riconoscimento di religioni non appartenenti al tronco ebraico-cristiano, come gli Induisti ed i Buddhisti.

Si rileva che vi è un impegno formale del II Governo Prodi che segue ad un'istruttoria svolta e completata dal precedente Governo Berlusconi. Si tratta, quindi, di un'operazione chiaramente bipartisan. I membri della Coalizione chiedono, pur nel rispetto delle singole competenze, che tali Intese vengano finalmente sottoposte al Parlamento per la ratifica.

Giugno 2008

Prof. Domenico Maselli


Valid XHTML 1.0 Transitional CSS Valido!